BONACCINI: IL NEW DEAL DEL SAPERE PASSA NECESSARIAMENTE PER GLI ITS

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Lo abbiamo ripetuto più volte nei nostri editoriali. Non ci stancheremo di ribadirlo, in quanto trattasi di un dato in netta controtendenza rispetto al trend che si registra in questo particolare periodo storico: l’80% dei ragazzi che concludono un percorso di Istruzione Tecnica Superiore trova una occupazione stabile e coerente con gli studi e le competenze acquisite, entro un anno dal conseguimento del titolo di Tecnico Superiore. In alcuni settori questa percentuale aumenta addirittura al 100%. Numeri, questi, che sembrano surreali se raffrontati alla dilagante disoccupazione che attanaglia il presente e ottenebra il futuro dei tantissimi giovani italiani.

Per questo motivo, il governo ha deciso di dedicare un’imponente massa di risorse (1,5 miliardi di euro) volte a ristrutturare, rinvigorire e divulgare l’ecosistema dei 109 ITS ad oggi presenti sul territorio nazionale. Tra gli obiettivi che si prefissa il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ci sono: l’aumento considerevole degli iscritti, l’ampliamento e l’arricchimento dei percorsi ITS e l’orientamento dei giovanissimi che poco sanno della formazione terziaria post-diploma.

In Emilia-Romagna- una delle regioni più virtuose per quanto attiene agli ITS- La Giunta regionale ha approvato gli obiettivi messi in campo dalla Rete politecnica per l’anno formativo 2021-2022, voluta dalla Regione Emilia-Romagna per fornire a giovani e adulti le competenze tecniche e scientifiche maggiormente richieste dalle imprese.

La rete si articola intorno a tre percorsi differenti. Quelli biennali, realizzati dalle Fondazioni degli Istituti tecnici superiori (Its). Quelli di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts), della durata di 800 ore realizzati dagli enti di formazione in partenariato con le scuole, università e imprese. E, infine, i percorsi a qualifica di durata compresa tra le 300 e le 500 ore realizzati dagli enti di formazione in partenariato con le imprese.

il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Vincenzo Colla hanno dichiarato che “l’investimento nell’alta formazione tecnica e specialistica risponde all’impegno che abbiamo preso nell’ambito del Patto per il lavoro e per il clima: creare un new deal dei saperi che garantisca le competenze necessarie ad un’economia più verde, inclusiva e digitale. Intendiamo rafforzare l’istruzione secondaria e terziaria professionalizzante, per valorizzare pienamente la formazione e la cultura tecnica e professionale

La programmazione dei percorsi del prossimo anno– prosegue Colla- dovrà in particolare rafforzare la filiera formativa professionale e tecnica integrata, favorendo i passaggi dalla IeFp agli Ifts e Its e da questi al percorso universitario, che permetta ai giovani la continuità dei percorsi e assicuri al territorio quelle professionalità e competenze tecniche, scientifiche e umanistiche indispensabili per la ripresa, anche dopo la pandemia. Ma siamo già pronti– conclude – a incrementare l’offerta che è già in campo per rispondere a tutte le richieste del sistema territoriale”.

Con il Programma triennale per la Rete politecnica 2019/2021, la Regione Emilia- Romagna, ha approvato la programmazione per l’anno formativo 2021/2022, che coinvolgerà all’incirca 3.000 persone, prevedendo un impiego di risorse pari a 19,5 milioni di euro.

In particolare, la Regione ha stabilito che i percorsi previsti per l’anno 2021/22 dovranno garantire una risposta fattiva ai fabbisogni formativi e professionali volti ad assecondare e rafforzare i processi di innovazione digitale e gli obiettivi di sostenibilità dei sistemi di impresa previsti nell’Agenda 2030. L’obiettivo dichiarato è affiancare le imprese del territorio per affrontare le nuove sfide globali, sostenendo l’innovazione e la modernizzazione dei servizi e la sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi.

L’offerta della rete Politecnica, in soldoni, si pone l’obiettivo di trovare soluzioni alla domanda di competenze qualificate per l’inserimento lavorativo di persone che siano già in possesso di conoscenze e competenze di base, ma che abbiano necessità di acquisirne di ulteriori. Sia sul piano tecnico, tecnologico e specialistico, che organizzativo, gestionale e relazionale.

Al finanziamento dell’offerta formativa per l’anno 2021-2022, pari a circa 19,5 milioni di euro, concorrono risorse del Fondo sociale europeo e risorse nazionali.

Ai percorsi Its vengono destinati circa 10,5 milioni di euro per il biennio, ai percorsi di Istruzione e Formazione professionale vanno circa 7 milioni, alla Formazione superiore 2 milioni di euro.

La Regione vuole ampliare l’offerta delle Fondazioni Its passando da 27 a 34 percorsi formativi, individuando nuovi partenariati e nuove filiere di imprese anche in territori diversi, cogliendo l’impegno delle imprese e valorizzando la disponibilità delle autonomie educative.

Si sta, inoltre, formalizzando un accordo con gli atenei per permettere agli studenti in uscita da percorsi di specifici Its di iscriversi ad un corso di laurea professionalizzante coerente, con un riconoscimento di almeno 80 crediti, sui 130 necessari per laurearsi. L’obiettivo della Regione è quello di ampliare ancora questa possibilità a tutti i percorsi di Its presenti in regione.

Fonte:  La Prima Pagina.it 2009-2021

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