Ministro per gli Affari Regionali: «Vogliamo far fronte alla domanda crescente di figure specializzate»

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Dopo anni dal loro avvio in Italia, il Governo ha deciso di fare il tagliando agli Its – gli Istituti tecnici superiori – rilanciandone la missione come vere e proprie Academy nelle quali il binomio formazione-lavoro è reale grazie alla forte partecipazione delle imprese e alla collaborazione con le Regioni e gli altri Enti territoriali.

Al miliardo e mezzo messo a disposizione dal Pnrr si accompagnerà la riforma ordinamentale che ieri ha ricevuto il sì della Camera. Tra le novità il rafforzamento del ruolo delle imprese nelle fondazioni e l’ulteriore estensione della docenza per chi proviene dal mondo del lavoro.

Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari Regionali, che segue gli Its fin da quando era titolare del dicastero dell’Istruzione, non nasconde la soddisfazione.

«È un passo davvero importante, andiamo verso una legge moderna, utilissima per i giovani, per le imprese, e per il sistema Paese. Il testo della proposta di legge nasce da un’iniziativa parlamentare mia e della collega Aprea, alla quale sono stati accorpati testi presentati da altri gruppi. Ringrazio il ministro dell’istruzione Bianchi, senza il suo contributo non avremmo avuto questa accelerazione. E ringrazio Confindustria, le associazioni datoriali e delle imprese. Abbiamo scritto una bella pagina».

Qual è il principale obiettivo della riforma?

Vogliamo far fronte alla crescente domanda di figure specializzate da parte delle imprese e vogliamo gettare le basi per attuare il Pnrr evitando che le risorse stanziate possano essere sprecate. La formazione professionalizzante deve diventare la chiave per il futuro, per dare prospettive certe ai nostri giovani e per permettere alle imprese di trovare le figure che non riescono a reperire.

Nonostante il tasso di occupazione post-diploma sia elevatissimo (tra l’80 e il 90%) perché in Italia il numero degli iscritti agli Its resta basso rispetto ad altri Paesi come Germania e Francia?

Da un lato abbiamo un problema culturale, troppo spesso la formazione professionalizzante viene considerata erroneamente una formazione di serie B; dall’altro serviva uno sprint normativo per consolidare queste realtà. E siamo intervenuti in questa direzione. Non a caso il Pnrr destina 1,5 miliardi agli Its, venti volte più del finanziamento annuale pre-Covid, con l’obiettivo di raddoppiare il numero di iscritti, attualmente pari a 18.750 frequentanti e 5.250 diplomati all’anno: l’obiettivo è far lievitare, e di molto, questi numeri.

Qual è il ruolo delle fondazioni?

La fondazione è il soggetto giuridico che gestisce i percorsi dell’Istruzione Tecnica Superiore. È quella forma giuridica usata in tutti gli ambiti in cui si vuole valorizzare la virtuosa integrazione tra pubblico e privato. Con questo strumento, le imprese possono affiancare le scuole, i centri di formazione professionale, le università e i centri di ricerca nella definizione dei percorsi formativi dei Super Tecnici.

FONTE: ilsole24ore.com

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